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INTERVISTA A NOEMI, ORGANIZZATRICE TORNEO LADYSOCCER 24 ORE DI CALCIO FEMMINILE A 7

Partiamo con una breve presentazione della prima edizione del “TORNEO 24H DI CALCIO FEMMINILE A 7” ?

Come per le precedenti edizioni di Ladysocc5r, anche questo torneo si svilupperà con una prima fase a gironi e con una seconda fase ad eliminazione diretta, le “uniche due novità” saranno la durata, ben 24 ore invece delle 8 standard e il calcio a 7 al posto del calcio a 5, la prima “LADYSOCC7R” ufficiale!!!

Ci sarà una pausa notturna che consentirà alle atlete di riposare o, per le più grintose, di svagarsi e divertirsi nell’area giochi.

Essendo una prima edizione di 24h faremo di tutto per stupire giocatrici e pubblico offrendo il miglior servizio possibile, sia per quanto all’aspetto strettamente tecnico del torneo, sia per quanto all’aspetto ludico e divertente, in ogni caso fondamentale per un’intera 24h.

Una maratona di ben 24 ore di calcio rosa: quanto è divertente partecipare ad una manifestazione di questo tipo? 

Sicuramente la dose di divertimento sarà elevata! In occasione di queste manifestazioni la competizione che si sente durante i campionati diminuisce notevolmente e lascia più spazio al divertimento!!!

Molte squadre si fondono per aver un gran numero di cambi – che in una 24h possono essere fondamentali per “resistere” fino alla fine – l’obiettivo sostanziale da perseguire è quello di giocare divertendosi e stando insieme!

Partecipare ad un evento unico ed averne uno splendido ricordo è ancora più importante che vincere!  

Quali servizi mette a disposizione di atleti e pubblico il centro sportivo A.C. Cinisellese ?

Il TORNEO 24H DI CALCIO FEMMINILE A 7 è circa un anno che me lo immagino, da quando ho iniziato a giocare presso la società Cinisellese, vedendo la struttura, ho subito pensato si potesse perfettamente prestare ad un grande evento sportivo come questo.

In particolare, il centro sportivo è dotato di due campi a 11, il primo, in erba naturale, di fronte al quale ci saranno gli spalti che consentiranno al caloroso pubblico e anche solo ai curiosi di guardare, tifare e commentare le partite, sarà diviso in due campi a 7 dove si giocheranno le partite del torneo.

Sul campo a 11 sintetico ci sarà la possibilità di mettere le tende in una sorta di area camping “privata” e lontana dalla zona divertimento.

L’ampia zona divertimento, che si svilupperà intorno al grande Bar della Cinisellese, sarà il cuore della festa!

Ci sarà griglia accesa tutta la notte, si organizzeranno karaoke, ci saranno giochi aperitivo, biliardino, ping-pong, mini porte per tornei 3×3 e football darts che intratterranno le giocatrici non occupate in partita e tutto il pubblico che vorrà partecipare.

La manifestazione sarà gratuita al pubblico, tutti saranno i benvenuti!

Ci saranno fotografi e videomaker che capteranno i momenti più belli della manifestazione.

Chissà, magari qualche giornalista di calcio femminile e qualche VIP della serie A femminile?!
Di certo non mancheranno sorprese!!!

3 domande sul calcio femminile in generale.
La Nazionale Femminile di mister Milena Bertolini si qualificherà ai Mondiali di Calcio in Francia ?

Penso assolutamente di sì e non lo dico solo in vista dei recenti successi della nazionale, ma soprattutto per la grinta e l’energia dimostrata dalle azzurre.

Quella della nazionale italiana femminile non sarebbe solo una vittoria sul campo, ma anche una vittoria nell’ambito del movimento del calcio femminile italiano, un desiderio di riscatto, una missione, per raggiungere la vera vittoria o meglio “conquista” che ci vorrebbe in Italia e cioè quella di arrivare, sulla scia di altri paesi europei, a vedere riconosciuto uno degli sport ad oggi più seguiti a livello nazionale in ambito maschile e che ha tanto ancora da far conoscere e soprattutto riconoscere in ambito femminile. 

Chi vincerà lo scudetto: Brescia Calcio Femminile o Juventus Women ?

Penso che per uno scarto punti la vittoria andrà alla Juvenuts Women, nella quale giocano giocatrici di altissimo livello anche se nel calcio… non è mai detto… e mi riferisco in particolare alla possibilità che vinca il Brescia!

A proposito due parole

Devo ammettere che c’è da essere riconoscenti alla Juventus per tutta la visibilità che sta dando al calcio femminile, al fatto che abbia costruito una squadra di giocatrici di altissimo livello che stanno dando un apporto qualitativo al calcio femminile veramente importante.

 È però vero, in ogni caso, che il Brescia rimane, a mio parere, la squadra che per eccellenza nel calcio femminile ha fatto la storia e che, ancora oggi, dà filo da torcere ad una società solida come la Juventus.

Chi vincerà la Coppa Italia ? 

Meriterebbe il Brescia ed è la più quotata ma non escluderei sorprese nelle semifinali e finali.

Il tuo giudizio sul passaggio dei Campionati Nazionali di Serie A e Serie B Femminile dalla LND alla FIGC ?

Mi auguro fermamente che il recente orientamento assunto dalla FIGC circa le linee guida per lo sviluppo del calcio femminile finalizzate ad avviarne un programma di lancio in Italia vengano portate a termine.

Ritengo che sia effettivamente possibile migliorare gli standard qualitativi e quantitativi del calcio femminile in generale e di quello italiano in particolare e spero che da qui a qualche anno avremo la possibilità di vedere uno scenario diverso da quello attuale e perché no, tanti club professionistici con calciatrici professioniste che consentiranno ad un più ampio pubblico di apprezzare l’altra metà del calcio.

Ultimo domanda: manda un messaggio d’invito a tutte le atlete per partecipare al “TORNEO 24H DI CALCIO FEMMINILE A 7”

Ragazze questo è ufficialmente l’evento in cui vale la massima “l’importante è partecipare”!!!!!!!
Vincere è solo la metà del gioco. Divertirsi è l’altra metà.
Vi aspettoooooooo, non potete perdervelo!!!!!!! 

TORNEO LADYSOCCER … “L’ORGANIZZAZIONE È PUNTALE, GLI SPUNTI SEMPRE NUOVI E C’È GRANDE PROFESSIONALITÀ”

Stefania, partiamo dalla tua passione per il calcio femminile:

Racconta ai lettori come ti sei avvicinata a questo sport.
Mi ci sono avvicinata davvero per caso. La verità è che quando ero piccola, ma veramente piccola, giocavo con mio fratello e tutti i suoi amici. Con gli anni ho completamente abbandonato il calcio e mi sono dedicata ad altro. Fino a circa un anno fa quando per gioco, abbiamo organizzato una partita tra amiche e da allora è riscoppiata la passione. Abbiamo iniziato a giocare sempre più spesso e così è nata anche LAeX FC.

Quanto volte al mese giochi a calcio? … la tua posizione in campo?
Tendenzialmente gioco una volta alla settimana. E visto che non sono una gran giocatrice, corro stile moviola ma mi piace tantissimo tirare in porta, di solito resto in zona di attacco.

Quale è il tuo credo calcistico? Mi riferisco al modello di gioco che preferisci.
Onestamente? Non saprei rispondere a questa domanda. Non sono una tecnica. Il mio credo calcistico si limita a guardare le partite del Napoli, quelle della nazionale, a giocare con le amiche di LAeX e a fare un tifo allucinante che farebbe invidia alla serie a. Mi sono resa conto, anche se un po’ tardi, che il calcio è veramente uno sport meraviglioso, soprattutto nel mondo femminile dov’è ancora depauperato di tutti questi aspetti che con la passione non c’entrano proprio nulla.

Un tuo giudizio ai tornei organizzati da LadySoccer?
Penso siano organizzati davvero bene e che permettano il divertimento sia di squadre più brave tecnicamente che quelle alle prime armi. L’organizzazione è puntale, gli spunti sempre nuovi e c’è grande professionalità. Insomma, è il mio secondo torneo Ladysoccer e so già che parteciperemo anche al terzo.

Parliamo del movimento calcio femminile in Italia. Sono sempre più numerose le squadre maschili che si stanno avvicinando al movimento calcistico femminili, credi che il loro supporto e i loro investimenti siano importanti per far fare il definitivo passo in avanti al movimento femminile in Italia?
Penso che sia una condicio sine qua non. Quello che però onestamente mi auguro è che questa ingerenza non porti macchie nel calcio femminile che, come detto prima, conserva quella genuinità e quella focalizzazione sulla passione che non dovrebbe perdere mai.

HO PARTECIPATO A QUASI TUTTI I TORNEI LADYSOCCER ORGANIZZATI FINO AD OGGI E NON MI SONO MAI SENTITA DELUSA

Intervista ad Erika Radaelli capitano di “Spazio A Calcio” e partecipante ai tornei Ladysoccer.

Partiamo dalla tua passione per il calcio femminile: racconta ai lettori come ti sei avvicinata a questo sport.
Ciao a tutti, mi presento: sono Erika e sono uno dei due capitani di “Spazio A Calcio” (abbiamo due formazioni). A differenza di gran parte delle mie compagne, non sono la classica bambina nata con il pallone tra i piedi. Nonostante io abbia avuto in casa un papà grande appassionato e allenatore di calcio, sono cresciuta con ai piedi i pattini! Ho praticato il pattinaggio di velocità a livello agonistico fino ai 20 anni. Quando l’impegno richiesto da questo sport è diventato difficile da conciliare con università e lavoro, mi sono data al calcio, grazie ad un’amica che già giocava. E da allora, per me, non esiste altro! All’inizio ovviamente era un gioco, non avevo mai calciato un pallone in vita mia e prima di allora i “tacchi n°12” li mettevo solo la sera per uscire 🙂 Ma grazie alla fiducia delle compagne di squadra incontrate e al sostegno degli allenatori, questo gioco si è trasformato in una vera e propria passione, quasi una droga!

Quanto volte al mese giochi a calcio? … la tua posizione in campo?
Con la mia squadra disputiamo il campionato provinciale CSI e giochiamo praticamente ogni weekend da ottobre a giugno! Non mancano poi le partitelle settimanali e i tornei extra campionato, non ci si ferma mai!! Quello che si sta per concludere è stato un anno molto impegnativo e importante per me, perché rispetto agli altri anni ho cambiato ruolo e sono passata da centrocampista esterna a difensore e posso dire di aver finalmente trovato il mio ruolo!

Quale è il tuo credo calcistico? Mi riferisco al modello di gioco che preferisci.
Il mio mondo è quello del calcio a 7 dove ad ogni giocatrice viene richiesto di essere attaccante e difensore allo stesso tempo. Ovviamente seguiamo moduli e schemi, ma la libertà che ti dà il calcio a 7 nel far girare la palla (anche perché non rischi il fuorigioco :p) lo rende più dinamico e meno “impostato” di quello a 11. Gli spazi sono più limitati e perciò si rende necessario il coinvolgimento di tutte le giocatrici in ogni azione a mio avviso. E poi, non si deve mollare mai: se sbagli puoi sempre rimediare, se una compagna sbaglia, aiutala! E si gioca sempre fino all’ultimo secondo!

Un tuo giudizio ai tornei organizzati da LadySoccer?
Il movimento che ha messo in piedi Noemi con la creazione di LadySoccer è una cosa grandiosa. La sua passione per il calcio e il suo impegno, in particolare per quello rosa, non hanno eguali. Ho partecipato a quasi tutti i tornei LadySoccer organizzati fino ad oggi e non mi sono mai sentita delusa, come spesso avvenuto con altri tornei. Chi investe il proprio tempo per gli altri è solo da ammirare a mio avviso. 

Parliamo del movimento calcio femminile in Italia. Sono sempre più numerose le squadre maschili che si stanno avvicinando al movimento calcistico femminili, credi che il loro supporto e i loro investimenti siano importanti per far fare il definitivo passo in avanti al movimento femminile in Italia?
Beh, da sempre c’è una cosa che tra tante fa andare avanti tutto il resto: il denaro! Investendo nel calcio femminile sicuramente si riuscirà ad aumentare il bacino d’entrata. Confido che nel giro di qualche anno saranno sempre di più le bimbe che chiederanno alla mamma di iscriverle a calcio piuttosto che a scuola di danza. Anche se in Italia i taboo sono difficili da superare, nella mia piccola esperienza, da quando ho iniziato a giocare ad oggi, ho notato grandi cambiamenti. Dieci anni fa era difficile anche solo trovare tornei amatoriali di calcio femminile. Oggi, grazie a LadySoccer tra gli altri, abbiamo quasi l’imbarazzo della scelta. Per me ormai è troppo tardi per sognare, ma speriamo che nei prossimi anni le giocatrici di calcio potranno viverci di questo magnifico sport, alla pari dei colleghi maschi.

Manda un saluto a tutti i tifosi italiani di calcio femminile.  
Uomini e donne appassionati di calcio femminile continuate così! Sosteneteci e apprezzateci.. e fidatevi, il fuorigioco lo conosciamo pure noi!! 🙂 Un saluto da Spazio A Calcio, da sempre sostenitore del calcio femminile!!!

…LADYSOCCER È SEMPRE UNA BELLA OCCASIONE PER RITROVARSI E DIVERTIRSI CON GENTE CHE HA LA TUA STESSA PASSIONE…

Intervista a Ciuly giocatrice del nel campionato di eccellenza CSI e partecipante ai tornei di Ladysoccer.

Partiamo dalla tua passione per il calcio femminile: racconta ai lettori come ti sei avvicinata a questo sport.
Ho sempre amato il calcio sin da piccolissima, quando ai giardinetti le femminucce andavano sull’altalena io preferivo stare con i maschietti che avevano sempre tra le mani (e tra i piedi!) un pallone. I miei genitori non hanno mai avuto interesse per questo sport nè di conseguenza per farmelo praticare, in età più “adulta”, potendo scegliere e essere indipendente, ho avuto la fortuna di avvicinarmi alla mia prima squadra di oratorio tramite una conoscente.

Quanto volte al mese giochi a calcio? … la tua posizione in campo?
Con la mia squadra, militante nel campionato di eccellenza CSI, ci alleniamo minimo due volte a settimana più la partita. Nel caso di tornei extra (come i fantastici eventi Ladysoccer) capita di giocare anche 4-5 giorni a settimana!

Il ruolo con cui ho iniziato e quindi “ufficiale” è terzino, ma se serve mi diverto anche in punta. Bisogna essere bravi a interpretare in base a come si mette la partita e in certi momenti penso che non esistano ruoli predefiniti.

Quale è il tuo credo calcistico? Mi riferisco al modello di gioco che preferisci.
Mi entusiasma molto il calcio inglese (il mio idolo calcistico assoluto è Alessandro Del Piero, ma subito dopo di lui c’è Wayne Rooney) , mi piace il loro ritmo, fanno un gioco magari “poco elegante”, pochi leziosismi, però fisicamente vanno a mille e lo fanno finchè ne hanno!

Un tuo giudizio ai tornei organizzati da LadySoccer?
Ho sempre riscontrato grande organizzazione e serietà nell’organizzazione degli eventi, Ladysoccer è sempre una bella occasione per ritrovarsi e divertirsi con gente che ha la tua stessa passione. So l’impegno che c’è dietro a ogni torneo e per questo ringrazio chi ci permette di fare quello che amiamo, Ladysoccer è ormai una certezza e mi auguro che cresca sempre di più. Per finire, il motore di tutto è la passione e quando questa c’è si può mettere in piedi qualcosa che rispecchi lo spirito di quello che deve fare lo sport in generale e il calcio: UNIRE.

Parliamo del movimento calcio femminile in Italia.
Sono sempre più numerose le squadre maschili che si stanno avvicinando al movimento calcistico femminili, credi che il loro supporto e i loro investimenti siano importanti per far fare il definitivo passo in avanti al movimento femminile in Italia?
Per orgoglio mi verrebbe da dire che ce la potremmo fare da sole! Lucidamente penso però che sono ancora molti i pregiudizi di genere su “questo sport da uomini”, quindi GRAZIE a chi si impegna a sostenere e a spingere nelle società il femminile. All’estero fare la calciatrice è un mestiere, in Italia siamo ancora molto indietro su questo aspetto ma sto riscontrando che l’attenzione dei media è crescente e spero continui così fino ad arrivare a una presa di coscienza comune.

Manda un saluto a tutti i tifosi italiani di calcio femminile.
Le nostre squadre hanno bisogno di voi, di noi! Continuiamo a credere nella svolta.

Intervista a Miriam Balconi giocatrice del nel campionato di eccellenza CSI e partecipante ai tornei di Ladysoccer.

Miriam, partiamo dalla tua passione per il calcio femminile: racconta ai lettori come ti sei avvicinata a questo sport.
Devo essere sincera: non lo so neanche io! Mi ricordo che da piccola ho sempre preferito giocare coi piedi invece che con le mani; poi ho iniziato ufficialmente nella squadra maschile dell’oratorio sotto casa quando avevo 8 anni e da allora non ho più smesso. Semplicemente ho cambiato più squadre, passando in una femminile a 12 anni; ho giocato per qualche tempo a 11 ma sono ormai 10 anni che sono tornata al calcio a 7. Al di là del divertimento personale, sicuramente il fatto che mio papà sia un grande appassionato ha condizionato molto la mia scelta di continuare a praticare questo sport.

Quanto volte al mese giochi a calcio? … la tua posizione in campo?
Con la mia squadra ci alleniamo due volte a settimana e nel weekend disputiamo le partite di campionato. Siamo iscritte al CSI, categoria Eccellenza: le gare iniziano a fine settembre e terminano a metà maggio. Di solito quindi iniziamo la preparazione a fine agosto e dopo la fine del campionato ci dedichiamo a impegni più “leggeri” (tornei, amichevoli…). Ho sempre giocato come centrocampista centrale; dato il mio fisico magrolino cerco sempre di puntare più sulla qualità che sulla quantità! Per me la soddisfazione più grande è riuscire a mettere le mie compagne di squadra da sole davanti al portiere avversario.

Quale è il tuo credo calcistico? Mi riferisco al modello di gioco che preferisci.
Mi piace stare in campo quando tutti giocano per la squadra. Non importa se a fare gol è l’attaccante o il terzino, quello che conta di più è che tutte in campo abbiano chiaro che l’obiettivo è giocare insieme; è solo così che si ottengono i risultati migliori.

Un tuo giudizio ai tornei organizzati da LadySoccer?
LadySoccer è un brand che è riuscito a farsi conoscere e ad affermarsi in pochissimo tempo; questo grazie alla professionalità ma soprattutto all’impegno di Noemi, che è la prima a credere nel calcio femminile, nelle potenzialità che questo sport ha e nei risultati che potrebbe conseguire. I tornei sono sempre organizzati in maniera precisa e soprattutto si tengono in centri sportivi all’avanguardia; non mancano mai musica e intrattenimento per i momenti morti tra una partita e l’altra e anche premi e gadget sono sempre assicurati.

Parliamo del movimento calcio femminile in Italia.
Sono sempre più numerose le squadre maschili che si stanno avvicinando al movimento calcistico femminili, credi che il loro supporto e i loro investimenti siano importanti per far fare il definitivo passo in avanti al movimento femminile in Italia?
Penso che gli investimenti delle squadre maschili siano FONDAMENTALI, e lo dico con un po’ di amaro in bocca. Come sappiamo, il calcio femminile in Italia rientra sotto la categoria dei dilettanti e i fondi destinati alla creazione e allo sviluppo di nuove società non sono mai stati molto generosi… L’unico modo per sviluppare il movimento è quindi quello di fare affidamento su finanziamenti esterni, e il calcio maschile può sicuramente metterli a disposizione. Mi spiace solo che sia stato necessario che la UEFA obbligasse tutte le squadre di Serie A maschili a creare dei vivai per attirare l’attenzione sul calcio femminile; il nostro è uno sport che ha grandi potenzialità e che quindi sarebbe in grado di generare profitti esattamente come il calcio maschile. Basterebbe semplicemente dedicargli un po’ più di attenzione e liberarsi dai pregiudizi.

Manda un saluto a tutti i tifosi italiani di calcio femminile.
Siete grandi e continuate così! Il vostro sostegno è esattamente quello di cui il movimento ha bisogno per continuare a crescere e radicarsi sempre di più nel panorama sportivo del nostro paese.

TORNEI LADYSOCCER? UNA GARANZIA! IL CLIMA È OTTIMO, IL DIVERTIMENTO ASSICURATO E L’ORGANIZZAZIONE È SEMPRE A 360°

Intervista a Antonella Bressan giocatrice e partecipante ai tornei di Ladysoccer.

Antonella, partiamo dalla tua passione per il calcio femminile. Racconta ai lettori come ti sei avvicinata a questo sport.
Devo ringraziare mio fratello, che mi portava coi suoi amici a giocare in strada, con i palloni che si incastravano sotto le marmitte delle mitiche 126! Ops così forse capite che non sono più giovanissima 😊

Ho visto per caso un allenamento di bambine ed è iniziata la mia avventura nell’under 12 del FiammaMonza. Mi sono poi dedicata anche ad altri sport ma la passione per il calcio è inestinguibile ed ho ripreso giusto quest’anno grazie a Lady Soccer!

Quanto volte al mese giochi a calcio? … la tua posizione in campo?
Al momento un paio di volte a settimana ma spero di incrementare già da settembre. Nasco come mediano centrale ma all’occorrenza sono utilizzata in difesa. Mi piace giocare sempre, quindi va bene ovunque, anche in porta!

Quale è il tuo credo calcistico? Mi riferisco al modello di  gioco che preferisci.
Con gli anni ed il succedersi di allenatori, ho sperimentato diverse filosofie. Sicuramente è corretto adattarsi alle caratteristiche dei giocatori a disposizione per farli rendere al meglio delle possibilità. Io credo che il motore del gioco risieda nel centrocampo, quindi il 3-5-2 è il mio modulo preferito.

Un tuo giudizio ai tornei organizzati da LadySoccer?
Una garanzia! Il clima è ottimo, il divertimento assicurato e l’organizzazione è sempre a 360° con attenzione a tutte le necessità, spogliatoi, ristoro, attività correlate. È bello aver trovato qualcuno che mette in pratica quanto promette: rispetto per lo sport femminile!

Parliamo del movimento calcio femminile in Italia. Sono sempre più numerose le squadre maschili che si stanno avvicinando al movimento calcistico femminili, credi che il loro supporto e i loro investimenti siano importanti per far fare il definitivo passo in avanti al movimento femminile in Italia?
Credo sia fondamentale, solo grazie al professionismo ed all’utilizzo di strutture già presenti per il calcio maschile, anche quello femminile potrà finalmente fare il salto di qualità. Il livello femminile è sempre stato molto alto e proprio la caratteristica di essere meno di potenza ma più tecnico ne garantisce la spettacolarità, come dimostrano i recenti ottimi risultati, anche in termini di pubblico, della nostra nazionale. Purtroppo, ai miei tempi, tutte le ragazze che arrivavano in serie A erano costrette ad abbandonare appena iniziato il percorso lavorativo, ovviamente non compatibile con un impegno di 6 giorni la settimana. Facciamo in modo che nessuna ragazza sia più costretta a smettere di giocare a calcio e non poter vivere della sua passione!

Manda un saluto a tutti i tifosi italiani di calcio femminile.
Una richiesta a tutti i tifosi di calcio femminile di continuare a sostenerlo, partecipando attivamente alle partite sia di campionato che delle nostre nazionali femminili, che specialmente quest’anno ci stanno dando grandi soddisfazioni!

I TORNEI LADYSOCCER CREANO INCONTRI & CONFRONTO TRA VITE DI ATLETE DIVERSE CHE CONDIVIDONO UNA STESSA PASSIONE

Intervista a Veronica Talarico giocatrice e partecipante ai tornei Ladysoccer.

Veronica Talarico, partiamo dalla tua passione per il calcio femminile: racconta ai lettori come ti sei avvicinata a questo sport.
Mi sono avvicinata al calcio da quando ho avuto la possibilità di correre dietro ad un pallone. Da piccola giocavo con mio padre, poi è arrivato mio fratello e ho il ricordo di ore passate con loro al parco ed in spiaggia. Mia madre ha sempre voluto che continuassi con il karate, ma io credo che quando una cosa ti abita, anche se rimane nascosta per scelta propria o per scelta imposta dalla vita, prima o poi ti raggiunge e si fa sentire.. così è stato per me. Anni fa mio padre mi ha anche portato di nascosto a provare degli allenamenti con una squadra maschile, più grande d’età. Ricordo di aver imparato là ad usare entrambi i piedi per giocare.
Dopo una parentesi sportiva passata sui campi da tennis, tramite una 
compagna di classe del liceo sono venuta a conoscenza dell’esistenza della squadra in cui gioco tutt’ora, non lontano da casa mia. Un incidente più di 8 anni fa poi mi ha costretta a fermarmi per quasi un anno. Mi hanno riferito che mia madre vedendomi stesa nel letto di ospedale, con il ginocchio sinistro gonfio, si sia preoccupata immediatamente che non potessi più giocare a calcio. Ora lei è a suo modo coinvolta, quando viene a vederci è tra le tifose più rumorose ed è famosa per il cibo post partita che prepara appositamente per la mia squadra: dal tiramisù alle polpette di riso, alle frittelle. Al di là di tutto comunque, quello per il calcio è un amore che non ha bisogno di troppe parole per essere compreso.

Dico sempre che quando smetterò di sentire l’adrenalina addosso e nello stomaco prima di qualsiasi partita, vorrà dire che dovrò smettere di giocare. Per ora mi voglio godere il viaggio.

Quanto volte al mese giochi a calcio?… la tua posizione in campo?
Gioco spessissimo! Tra i due allenamenti con la mia squadra e i due allenamenti con la squadra dei bambini che alleno, più le varie partite nel weekend o i recuperi infrasettimanali, direi che senza esagerare tocco il pallone almeno 10 ore alla settimana. Più eventuali partitelle a 5 organizzate tra amici.
Il mio ruolo è centrocampista centrale, mi piace permettere alle mie compagne di segnare, mi piace rendermi utile alla squadra, creare spazi e gioco. O almeno è quello che vorrei dare. Per farlo c’è bisogno di lucidità di pensiero e visione, quindi quando non mi sento in partita e non rendo come vorrei so immediatamente il perché.

Quale è il tuo credo calcistico? Mi riferisco al modello di gioco che preferisci.
In linea generale preferisco una squadra che si espone, che osa, che non retrocede troppo nella propria metà campo. Qualcuno diceva che “la miglior difesa è l’attacco”.. una cosa del genere. Vale anche per le persone. Finché uno non ha il coraggio di esporsi, non si può rendere conto del proprio valore e dei propri limiti. E’ troppo facile rintanarsi e magari aspettare che l’altro sbagli per attaccare. Non è così che mi rapporto alla vita e alle cose. Preferisco provarci, rischiare anche di sbagliare, ma sapere che la responsabilità è mia e cercare di fare meglio la volta dopo. Poi parlare di modello di gioco nel calcio a 7 è diverso, perché allora posso anche aggiungere che mi piacciono i fraseggi palla a terra, gli uno-due negli spazi stretti ma anche i cambi di gioco con lanci lunghi ma puntuali che spiazzano le marcature avversarie. A 5 invece è tutto più dinamico e se gioco con compagne di squadra il cui livello tecnico è alto è ancora più divertente.

Aggiungo solo che mi piace da matti e mi carica parecchio il senso che trasmette Al Pacino in questo film, in un discorso che fa alla sua squadra: “La vostra vita è tutta lì, in questo consiste. E’ in quei 10 centimetri davanti alla faccia!”

Un tuo giudizio ai tornei organizzati da Lady Soccer?
Devo dire di conoscere Lady Soccer da poco, ma in qualche modo mi sento coinvolta e nel mio piccolo sento di voler davvero contribuire alla sua diffusione e conoscenza. Le buone cause meritano impegno, dedizione, costanza e Noemi questo lo sta dimostrando. Trasmette entusiasmo che attira ulteriore entusiasmo. Ritengo importante il fatto che si possano e si riescano a creare situazioni e movimenti che valorizzino qualcosa che altrimenti rimarrebbe silente e più vissuto e relegato nelle microrealtà. Le occasioni dei tornei creano sicuramente incontri, confronti e la circolazione di un senso che scaturisce da vite diverse che condividono una stessa passione. Si creano collegamenti e contatti tra luoghi, tra persone e anche tra idee ed è una cosa che va protetta e implementata maggiormente. Quello che ho vissuto fino ad oggi tramite Lady Soccer penso sia solo un assaggio!

Parliamo del movimento calcio femminile in Italia. Sono sempre più numerose le squadre maschili che si stanno avvicinando al movimento calcistico femminile, credi che il loro supporto e i loro investimenti siano importanti per far fare il definitivo passo in avanti al movimento femminile in Italia?
Assolutamente sì. Credo che si siano mosse un po’ le acque dall’uscita infelice e irrispettosa di ormai 3 anni fa del presidente della Lega Nazionale Dilettanti Belloli quando durante un’occasione federale ufficiale si è espresso dicendo: “Basta! Non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche”. Si parlava appunto della possibilità di avere dei finanziamenti a disposizione della Figc per lo sviluppo del calcio femminile. Non dico quindi nulla di nuovo se parlo di discriminazione e di sottovalutazione. Ci vorrebbe una maggiore sensibilizzazione verso tutto il movimento e devo dire che, per quanto io non ami affatto il mondo di una società come la Juventus e tutto il conseguente potere che sembra possedere nell’ambito calcistico, alcuni meriti per il movimento e l’attenzione di quest’anno che ha attirato verso l’ambito calcistico femminile bisogna riconoscerglieli. Credo comunque che il passaparola e le piccole iniziative non bastino e che servano aiuti concreti e dai piani alti e che hanno maggiore visibilità. Aumentando gli investimenti, aumentano anche le strumentazioni e le condizioni di allenamento, dunque la qualità di gioco e di conseguenza la visibilità, la considerazione e il rispetto. Il calcio femminile potrebbe portare una ventata di ossigeno in uno sport che spesso è sovraffollato di discorsi che con lo sport di per sé non c’entrano niente. Spero davvero che il calcio e le donne non siano più visti come rari e possibili conviventi, ma come una realtà.

Manda un saluto a tutti i tifosi italiani di calcio femminile.
Ciao! Supportate e alimentate.